Bullismo: incontro formativo per genitori ed educatori

Martedì 16 aprile 2012 alle 21,15 si è tenuto presso il teatro di Capanne l’incontro formativo per i genitori e gli educatori sul fenomeno del bullismo.

La relatrice è stata la dottoressa Maria Cristina Del Poggetto, psichiatra e psicoterapeuta.

Il bullismo è un fenomeno di origine americana e inglese, ma che ha avuto ampia diffusione anche nel nostro paese. In Valdera si stimano 1-2 casi all’anno.

Si tratta di un atteggiamento caratterizzato da volontà di provocare un danno, mancanza di compassione e di empatia, prevaricazione sul più debole e spesso ha una durata anche di anni. Sia la vittima che il bullo hanno problemi di comunicazione, non sanno esistere agli occhi degli altri. Il primo è insicuro, fa fatica a relazionarsi, non sa difendersi, non ha grande stima di sè, si sente spesso un “diverso”, perchè magari è piccolo di corporatura, è straniero, è un isolato. Il secondo si sente importante perchè gli altri si sottomettono, ma in realtà è vittima anche lui, perchè non ha la capacità di mettersi nei panni dell’altro, non ha il controllo degli impulsi, non sa adattarsi a contesti diversi.

Purtroppo nella società moderna si assiste ad una progressiva riduzione dell’autorevolezza genitoriale che porta alla precocizzazione della crescita adolescenziale. Un ruolo importante è pertanto svolto dalla famiglia, sia nei confronti del bullo che della vittima. Occorre che i figli vengano educati ad attendere, che non si può avere tutto e subito, ma che il premio arriva dopo la meritata fatica. Occorre ascoltarli senza però insistere, senza essere pressanti, far capire loro che possono parlare con calma, con i loro tempi. Si deve dar loro la possibilità di esprimersi, far loro recuperare la stima di sè, insegnare a mettersi al posto dell’altro, a comprendere le sensazioni dell’altro e dedicare loro un po’ di tempo, non è importante tanto la quantità ma piuttosto la qualità.

Sant’Agostino diceva che “educare” vuol dire “condurre per mano” da uno stato di minore perfezione ad uno di maggiore perfezione, da uno stato di ignoranza ad uno di conoscenza. Chi insegna è collaboratore della salvezza dell’altro, lo conduce per mano, ma per fare questo necessita di tempo.

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