Fratelli e sorelle, la pace è bella. La pace è importante. La pace è necessaria. La pace è inevitabile. La pace è indispensabile. La pace è potente. Senza pace, c’è sempre anarchia, violenza, incomprensioni e problemi. Anche Gesù Cristo conosceva l’importanza della pace. Ecco perché nel Vangelo di oggi ha dato ai suoi apostoli il dono della pace. Gesù disse agli apostoli: Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Ora, qual è la differenza tra la pace che dà Gesù Cristo e quella del mondo? Consideriamo alcuni punti:
1) La pace che dà il mondo è vuota, non eterna, ingannevole, esteriore, falsa e compromettente. Fratelli e sorelle, la pace non è magica. Nella vera pace non c’è finzione. La pace non è forzata. La pace non è imposta. La pace non si trova nel bere, nel denaro, nella pigrizia, nei beni materiali o nel peccato. La pace non è essere stolti. La pace non è accettare il male o l’ingiustizia. La pace che il mondo offre è piena di menzogne, evasione e negazione della realtà. Non ogni silenzio significa pace, nemmeno l’assenza di guerra significa pace.
2) La pace di Cristo è un dono meraviglioso e prezioso. La pace di Cristo è rinfrescante, rinvigorente, edificante e ringiovanisce. Questa pace è autentica, desiderabile e per la quale vale la pena impegnarsi. È una scelta. Gesù ci dona questa pace ogni volta che la chiediamo sinceramente. Questa pace arriva con la libertà di amare, la libertà di essere felici, la libertà di vivere la propria vita, e la libertà di confidare in Dio. La pace di Cristo è reale. La pace di Cristo è coraggiosa e sincera. La pace di Cristo arriva affrontando e accettando la realtà. La pace di Cristo dimora in noi e fluisce da dentro di noi. Si diffonde in tutto il mondo. Non possiamo dare ciò che non abbiamo. La pace di Cristo è una garanzia della presenza di Dio. Il punto di partenza e di arrivo della pace di Cristo è la volontà di Dio. La pace di Cristo si riassume in una parola: SHALOM. PACE significa: il problema svanisce quando Cristo entra.
3) Ci sono tre aspetti della pace e ci sono alcuni ostacoli che li colpiscono. Il primo aspetto è: la pace con Dio. Il secondo aspetto è: la pace con gli altri. Il terzo aspetto è: la pace con se stessi. Ora, quali sono gli ostacoli che colpiscono questi tre aspetti della pace? Sono: il peccato, la paura, la mancanza di fede in Dio, la mancanza di preghiere, la mancanza di amore per gli altri, la mancanza di perdono, la mancanza di riconciliazione, l’egoismo, l’orgoglio, l’avidità, l’autocommiserazione, la preoccupazione, i pensieri negativi, le lamentele, l’eccessiva dipendenza dai social media, dal denaro e dai beni materiali.
4) Come possiamo avere la pace di Cristo? Come possiamo ricevere la pace di Cristo? La risposta è in una parola bellissima e potente: SHALOM. Cos’è Shalom? Shalom è una parola ebraica che significa pace e favore. Significa benedire gli altri, augurare loro il meglio, pregare per loro. È reale, grande, abbondante, duraturo e incomprensibile. Shalom, la pace, non è l’assenza di guerra o problemi. No. È calma e tranquillità anche in mezzo a sfide e problemi. Come la otteniamo?
Primo: Smettete di preoccuparvi. Gesù disse agli apostoli nel Vangelo: Non sia turbato il vostro cuore, né abbia timore. Per favore, non permettete a nulla di togliere la vostra pace interiore.
Secondo: Abbiate fede e fiducia nella persona, nel potere, nelle promesse, nella provvidenza e nella presenza di Dio. Siate devoti.
Terzo: Accettate ciò che non potete cambiare e cambiate ciò che potete.
Quarto: Vivi una vita santa. Evita il peccato.
Quinto: Offri amore e perdono agli altri e a te stesso. Durante la messa, ci offriamo il dono e il segno della pace. realizziamo e stabilizziamo questa pace nelle nostre relazioni con gli altri. Ma evitiamo le persone tossiche e coloro che comprometteranno la vostra pace mentale.
Sesto: Fai della pace il tuo obiettivo nella vita.
In conclusione, fratelli e sorelle, preghiamo la PREGHIERA DELLA SERENITÀ: O Dio, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso, e la saggezza di riconoscere la differenza, amen.