Omelia per la XV Domenica, Anno C

Chi è il mio prossimo? Questa è la grande domanda che Gesù rivolge a noi oggi. Fratelli e sorelle, chiediamoci di nuovo: chi è il mio prossimo? Il Prossimo non è un titolo o un distintivo d’onore. Il Prossimo non è limitato dalla posizione geografica. Il Prossimo non è solo chi vive nel nostro ambiente. Il Prossimo si applica a ogni essere umano. Il Prossimo è chiunque che abbia bisogno. Il nostro mondo odierno è pieno di odio, malvagità, egoismo e pretesa. Amore, misericordia e aiuto sono seriamente necessari nel nostro mondo odierno.

 Nel Vangelo di oggi, per aiutarci a comprendere le espressioni pratiche dell’essere un buon prossimo, Gesù ci ha raccontato la storia del buon samaritano. Qual è il significato di questa storia?

1) Questa storia ci racconta come Gesù si prende cura di noi e ci salva. Il buon samaritano rappresenta Gesù Cristo che ci mostra misericordia. L’uomo ferito rappresenta ognuno di noi. Siamo feriti dal peccato e attaccati da persone diverse o in modi diversi in questo mondo. I ladri rappresentano le forze del male e le persone malvagie che attaccano gli innocenti in questa vita. L’albergo rappresenta la Chiesa cattolica dove riceviamo le medicine e il trattamento dei sacramenti, in particolare la Santa Eucaristia e la Penitenza. L’albergatore rappresenta i responsabili della Chiesa. I due denari rappresentano l’Antico e il Nuovo Testamento, la Bibbia. Come Gesù ci dice di amare, Lui ci ha amati per primo. Anche se siamo peccatori, Gesù continua ad amarci e a prendersi cura di noi.

2) Il sacerdote e il levita in questa storia avrebbero potuto fare qualcosa per l’uomo ferito, per quanto poco, o persino pregare per lui. Ma non lo fecero. Avrebbero dovuto saperlo. Ma ci hanno deluso. Questo ci insegna che in questa vita, alcune delle persone di cui ci fidiamo e da cui ci aspettiamo che ci aiutino ci deluderanno, ci eviteranno, e ci rifiuteranno quando avremo più bisogno di loro. Che mondo!

3) Il Buon Samaritano ci insegna che a volte nella vita l’aiuto può arrivare in modi inaspettati e da persone inaspettate. I nostri angeli custodi possono arrivare da posti, situazioni o persone inattese. A causa delle differenze culturali, il Samaritano non avrebbe dovuto aiutare l’uomo ferito. Ma lo fece. La vita è imprevedibile. Eliminiamo razzismo, egoismo, divisioni religiose e differenze culturali dalle nostre vite. Fratelli e sorelle, non è sufficiente partecipare alla messa, ascoltare le omelie, studiare teologia, leggere la Bibbia, pregare come il sacerdote e il levita e poi sentirsi giusti, ma che dobbiamo fare di tutto ed essere disposti a dedicare tempo e impegno per essere prossimi degli altri.

4) Le ultime parole di Gesù al dottore della legge che lo incontrò all’inizio del Vangelo furono: Va’ e fa’ lo stesso. Gesù si rivolge anche a noi oggi. Andiamo nel mondo per aiutare le persone, per mostrare amore, per prenderci cura degli altri e per rendere il mondo un posto migliore. L’unico modo in cui possiamo ereditare la vita eterna è mostrando amore e aiutando gli altri. Senza amore, non c’è vita eterna.

Fratelli e sorelle, preghiamo: O Dio, aiutaci a prenderci cura degli altri, a perdonare gli altri, ad amare gli altri come Tu ci hai amati, per Cristo Nostro Signore, amen.