Omelia per la XXXIII domenica, anno C

Fratelli e sorelle, l’ultima frase di ciò che Cristo ci ha detto nel Vangelo di oggi è: Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita. Nella vita, le sfide arrivano, i problemi si manifestano, i dolori ci affliggono, le tribolazioni ci incontrano, ma ricordate sempre: non importa quali siano le situazioni, non mollate. Non arrenderti. Le persone hanno diversi tipi di problemi. Alcuni sono coniugali, familiari, emotivi, medici, esistenziali, risposte ritardate alle preghiere, ecc. Ma calmati e lascia fare a Gesù! Non è la fine del mondo. Non durerà per sempre.

La parte più ispiratrice del brano evangelico di oggi è stata quando Gesù ha detto: Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita. La perseveranza è avere fiducia anche quando non vediamo la fine. La perseveranza è fedeltà in azione. la perseveranza non è arrendersi in silenzio; è avere fiducia nella lotta. Non è fingere che tutto vada bene; è rimanere saldi perché sappiamo che Dio ha ancora il controllo. La perseveranza è molto importante nella nostra vita. Dalle tre letture di oggi, abbiamo tre tipi di perseveranza: la perseveranza per timore di Dio, dalla prima lettura. La perseveranza per duro lavoro, dalla seconda lettura. La perseveranza per fede, dal Vangelo. La perseveranza è molto necessaria per sentirci realizzati nella vita.

Nei momenti difficili, il diavolo sussurra: “Arrenditi! Dio ti ha dimenticato”. Ma Gesù sussurra più forte: “Con la tua perseveranza salverai la tua vita”. Senza perseveranza, non c’è maturità spirituale. La perseveranza non è pigrizia o disperazione. È vivere fedelmente nel dovere quotidiano. La perseveranza è il ponte tra la fede e la vittoria. Ogni prova che affronti è un’aula in cui Dio insegna la perseveranza. Dio non spreca il dolore. Lo usa per costruire la tua perseveranza. Ricorda sempre: ASPETTARE non è SPRECARE (ignorare)

Ci sono sei segreti della Perseveranza. Quando ti aggrappi e accogli questi sei segreti, sarai felice e vittorioso nella vita.

1) Accetta ciò che non puoi cambiare.

2) Adattati alla realtà della vita.

3) Rimani con pazienza.

4) Afferma e riconosci la presenza di Dio ogni giorno.

5) Avvicinatevi a Gesù sulla croce e nella Santa Eucaristia.

6) Perdonate sempre.

In conclusione, fratelli e sorelle, alla fine della vita, Gesù non chiederà: “Quanto successo hai avuto?”, ma “Quanto sei stato fedele?”. La nostra perseveranza, attraverso la preghiera, il dolore e la pazienza, è ciò che ci farà ottenere la corona della vita. Andiamo avanti. Continuiamo a credere. Continuiamo ad amare, anche quando fa male. Perché un giorno, la voce di Cristo dirà al cuore fedele: “Bene, servo buono e fedele. Con la tua perseveranza hai guadagnato la vita”.

Preghiamo: O Dio, aiutaci a perseverare nella fede. O Gesù, rafforzaci quando siamo deboli. O Spirito Santo, aiutaci a confidare in Te, per Cristo Nostro Signore, amen.