Il seminatore uscì a seminare

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Lo scorso 29 giugno, in occasione di un bellissimo momento, ha visto le due comunità parrocchiali di Marti e Capanne riunirsi attorno a Simone Meini per la sua ordinazione diaconale: dopo aver prestato servizio nelle nostre parrocchie per due anni a fianco di Don Fabrizio , Simone ha risposto alla chiamata a servire il Signore con il suo  “sì” definitivo con l’entrata nell’ordine del diaconato.
In una celebrazione ricca di forte emozione, la gioia di tutta la diocesi è stata grande e ha accompagnato Simone in questo passo così importante, fino alla festa durante la quale ci sono stati gli auguri e i saluti calorosi di quanti di noi erano presenti alla celebrazione.

Ma la festa non è finita con quel momento: è continuata quando, domenica scorsa 13 luglio, i fedeli si sono nuovamente riuniti ad accogliere Don Simone in un altro momento molto importante. In entrambe le parrocchie, Don Simone ha concelebrato la Santa Messa a fianco di Don Fabrizio.
L’accoglienza è stata nuovamente calorosa: A  Marti e a Capanne, il nutrito gruppo di chierichetti, ha aspettato Don Simone in sacrestia, che è stato accolto con un grande applauso e con le gioiose esclamazioni dei bambini : “Evviva Don Simone!”Durante la celebrazione ha svolto il servizio diaconale all’altare, tenendo l’omelia, come è previsto tra i suoi incarichi e servizi, e facendo un commento molto profondo sul Vangelo del giorno; ha dato grande importanza alla parabola del seminatore che è Gesù, il seme che è la Parola viva di Dio e il terreno che è il nostro cuore: è necessario che sia fertile per poter accogliere il messaggio di Dio e perchè questo possa portare frutto nella nostra vita. Come però ci ha detto San Paolo nella seconda lettura, tutto questo è vero e stupendo, ma è nulla rispetto alla meraviglia che ci attende nel Regno Eterno.
In seguito all’omelia, Don Fabrizio ha consegnato a Don Simone i doni da parte di entrambe le comunità parrocchiali, in segno della nostra vicinanza in questo momento così importante della sua vocazione: una stola bianca, un camice ricamato e un’icona su lastra d’argento raffigurante la Madonna del buon viaggio.
Sono stati momenti molto partecipati in entrambe le parrocchie dato il legame che si è costruito in questi anni tra i parrocchiani e il neo diacono. Infatti, entrambe le comunità, al termine della celebrazione, ha salutato con un grande applauso Don Simone e le sue parole. Vero affetto è emerso anche dalle parole di ringraziamento del diacono verso don fabrizio e viceversa, dalle quali si è evidenziato un legame di amicizia e, come ha detto don Simone, un rapporto paterno per come lo ha vissuto, standogli accanto.
Infine, quest’ultimo ha chiarito il significato e il ruolo del diacono all’interno della Chiesa: utilizzando le parole consegnategli dal Vescovo il giorno della ordinazione, ha messo in evidenza i sacramenti che può amministrare e l’attività di servizio che è propria di questa figura.
Dopo le celebrazioni, Martedi 15, la festa è continuata con una cena in cui i rappresentanti delle due comunità parrocchiali hanno potuto nuovamente esprimere il loro affetto e la loro vicinanza anche in un momento puramente conviviale.
“Spero che il mio stare qui in questi due anni abbia potuto essere di testimonianza per molti, ma anche io ho ricevuto tanto dallo stare qui con voi e per come sono caratterizzate le vostre comunità”. Uno scambio reciproco che arricchisce nel Signore.
È qui che emerge l’importanza delle preghiera per le vocazioni, di quelle giovanili in particolare, al servizio della Chiesa: vedere un giovane, per noi, impegnarsi e rispondere a questa chiamata per la diffusione del messaggio di Cristo avvicina alla genuinità della Parola e diffonde raggi di speranza nell’avvicinare nuovi ragazzi a fare scelte radicali nella propria vita. Quel seminatore, uscito a seminare, non ha seminato invano nella vita di don Simone!

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Antonio e Martina, 17 Agosto 2014

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