La Festa della Sacra Famiglia – 2008

Domenica 30 dicembre, la prima dopo il Natale, la Chiesa ha celebrato la Santa Famiglia: Maria, Giuseppe e Gesù.

Questa festa fu inserita nel calendario liturgico soltanto nel 1923 e fa parte ormai del tempo natalizio. Essa promuove l’attenzione alla famiglia: “la prima e vitale cellula della società e della Chiesa”. La famiglia di Gesù è unica, irripetibile e inimitabile.

Nella dottrina cristiana la Sacra Famiglia è stata sempre ritenuta un modello fondamentale della famiglia umana. I legami di affetto, di amore, di comprensione che le famiglie umane sono chiamate a rinnovare continuamente, sono particolarmente espressi e vissuti nella Sacra Famiglia.

Eppure non sempre è stata una famiglia tranquilla, ma l’amore di Dio era sempre presente, anche nelle tempeste della vita.

E’ questo il messaggio che dovrebbe giungere alla vita degli sposi, dei genitori e dei figli: essere disponibili ad ascoltare le chiamate del Signore e rispondervi. La prima lettura di Ben Sirac che la liturgia ci ha proposto, si rivolge a quanti hanno dei genitori. Cioè a tutti indistintamente. Essa esplicita il precetto del decalogo: Onora il padre e la madre.

Mi hanno fatto riflettere, fra le altre, queste parole: “Figlio, soccorri tuo padre nella vecchiaia, non contristarlo durante la vita. Se perdesse il senno, compatiscilo e non disprezzarlo, mentre sei nel pieno vigore. Poiché la pietà verso il padre non sarà dimenticata, ti sarà computata a sconto dei peccati”.
Parole queste che mi hanno sostenuto e che mi hanno dato la forza per affrontare un difficile periodo della mia vita e per collaborare alla volontà di Dio, anche se dolorosa e faticosa.
La lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi ci ha offerto poi dei consigli per una vita familiare e comunitaria cristiana, secondo il comandamento dell’amore, in cui al di sopra di tutto vi sia la “carità”.

E in quale luogo, se non nella famiglia, si sperimentano quotidianamente le parole del Vangelo che invitano alla pazienza, alla benevolenza, alla comprensione, al rispetto e alla donazione reciproca, al dialogo continuo, alla fedeltà, all’accoglienza, al perdono quando è necessario?
Certo non è facile praticare l’amore, a volte può coglierci lo smarrimento e farsi strada il dubbio e il timore di non farcela: è in quel momento che occorre avere il coraggio di fidarsi dell’alleanza che Cristo ci ha offerto donandoci il suo Corpo e il suo Sangue.

Egli non ci abbandona nonostante le prove e le sofferenze della vita; Lui stesso ci ripete: “Sarò con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo” (Mt 28,16-20).
Durante la S. Messa delle ore 9.15, celebrata da don Fabrizio e che ha visto la partecipazione di numerosi fedeli, le coppie di sposi della parrocchia hanno rinnovato gli impegni e le promesse matrimoniali, hanno ricevuto la benedizione degli anelli ed hanno pregato per l’unità della famiglia.

Io e mio marito, insieme agli altri sposi, abbiamo rinnovato il nostro consenso, abbiamo detto di nuovo “sì” come il giorno del nostro matrimonio, avvenuto ormai 30anni fa, il “sì” che Maria docilmente ha pronunciato nell’accogliere l’annuncio dell’Angelo e alla quale affidiamo tutte le nostre famiglie.

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